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Smettiamo di mantenere le mafie

Smettiamo di mantenere le mafie

Nonostante tutti gli sforzi la nostra mafia sopravvive, minaccia, controlla il territorio e uccide ancora. Perché?

Nonostante due scioglimenti avvenuti e due in fieri di amministrazioni comunali, l’istituzione di corpi speciali di polizia, lo sforzo di coordinamento della cosiddetta “squadra stato”, il moltiplicarsi di arresti, sequestri e interdittive antimafia per aziende riconducibili ai clan, le organizzazioni criminali del Gargano e della Capitanata ancora minacciano, controllano il territorio e uccidono. Perché non sono state sconfitte? Forse perché la maggior parte di cittadini e associazioni si occupano del fenomeno mafioso con l’intermittenza dettata da periodiche ondate emotive, senza la costanza che serve per arginare un fenomeno radicato e resistente. Ma anche perché sono ancora troppo pochi i delinquenti che arrivano ad essere puniti, perché il più grande incentivo alla sopravvivenza e alla crescita della criminalità risiede in quella impunità che ancora, purtroppo, favorisce troppe persone. Perché le mafie continuano a scaricare sulle attività economiche i “costi di esercizio” delle loro organizzazioni: questi costi sono mantenuti spesso dalle imprese con il pagamento del “pizzo” ma soprattutto con l’assunzione di persone imposte, o “proposte” dalle mafie, con il doppio vantaggio, per quelle organizzazioni criminali, di farsele stipendiare da altri e di godere di un sistema capillare di sentinelle che garantiscono il pieno controllo del territorio, delle attività economiche e della intera vita sociale. Infine dobbiamo dire anche che una parte della politica non smette di dialogare con gli ambienti criminali favorendo assunzioni e appalti e, soprattutto, continuando ad attingere ai bacini di voti controllati dalle organizzazioni criminali. Questo ha finito per legittimare le mafie come soggetti attivi della vita pubblica.

La lotta contro la criminalità è responsabilità di tutti, nella consapevolezza che i mafiosi sono minoranza, ma sono fortemente organizzati e riescono a sopravvivere e prosperare grazie alle divisioni della maggioranza delle persone oneste e grazie a tutti coloro che li mantengono, cedendo ai ricatti o servendosi di loro.

Dirci tutte queste cose e farlo con costanza, radicalità e soprattutto con la piena coerenza tra quello che proclamiamo e quello che poi facciamo, significa gridare fino in fondo “il silenzio non fa per noi”. Con questo spirito partecipiamo alla manifestazione cittadina del 28 marzo.

Legambiente FestambienteSud di Monte Sant’Angelo

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